22 luglio 2014 Charlie Andreasson Gaza, Palestina occupata.
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L’attacco va avanti ormai da due settimane. Questa mattina sono stato svegliato presto dalle esplosioni, erano così vicine che scuotevano la casa.
Poi mi è arrivata una telefonata, c’era un appartamento preso di mira nelle vicinanze, dove vive anche una donna neozelandese.
Sono andato da lei, non era ferita, ma sconvolta sì.
Stava valutando se trovare un’altra sistemazione o rimanere. Comprendo la sua esitazione: trovare un posto, ora che 150.000 persone – numero in costante aumento – sono costrette a lasciare le proprie case, non è così facile. E non è che altrove sia più sicuro.
Quando viene bombardato un ospedale dopo l’altro, ti rendi conto che qui non esistono posti sicuri.
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